Chiacchiere

“350 g di farina, 40 g di burro, 2 uova, 2 cucchiai di zucchero, vino bianco qb a fare una palla di pasta, un pizzico di sale”

Alla ricetta stringata di una volta aggiungo: tirare alla nonna papera fino allo spessore minore, tagliare a quadrettoni con un taglio anche in mezzo, friggere in abbondante grasso, spolverare generosamente con zucchero a velo, divorare.

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Cjarson

E ancora ripescaggi da vecchi hard disk per mantenerne memoria.

Ricetta uno, copincollata, direttamente dalla maestra assoluta dei cjarsons di muina, l’Assunta.

“pasta: acqua salata bollente su farina (a occhio)
ripieno: (da assaggiare) prezzemolo, ricotta affumicata grattuggiata, un uovo, uvetta, biscotti secchi grattuggiati, un cucchiaio di grappa, sale, o marmellata o zucchero.”

Come si può ben vedere, poche dosi, molta mano; quello che c’era in casa finiva a occhio nel ripieno.

Ricetta due, altrettanto copincollata, da un’altra ottima costruttrice di cjarsons, la nostra vicina di casa, Lùzia:

“ricetta per un centinaio abbondate di cjarsons:
– per la pasta 1 kg di farina, 6 dl di latte.
tenere 250 grammi di farina a parte per l’utilizzo successivo, disporre a fontana i restanti 750 grammi. bollire il latte e aggiungerne una discreta quantit‡ alla farina. impastare fino ad ottenere una palla della consistenza voluta. lasciare a riposare (poco – il tempo per fare il ripieno) in una terrina infarinata in luogo tiepido. note: niente sale. il latte e’ bollente e cosi’ inizia a cuocere un poco la farina. nella ricetta di assunta si usa acqua al posto del latte.
– per il ripieno: 100 grammi di pane grattato, 90 grammi di prezzemolo, 90 grammi di carnico di latteria molto stagionato grattuggiato, 50 grammi di burro sciolto, “un po’ di uvette”, scorza di limone, sale, un po’ di ricotta carnica affumicata (“se e’ vecchia bastano 4 cucchiai, se e’ fresca ce na va di pi˘”), un uovo, all’occorrenza, per rendere l’impasto piu’ pastone e meno segatura, qualche cucchiaio di latte.
note: i formaggi di montagna si dividono in “di malga” e “di latteria” a seconda che vengano prodotti, ovviamente, quando le mucche sono in alpeggio estivo (brucano erba e balle varie, ergo formaggio piu’ giallastro e profumato) oppure siano a valle in latteria (brucano fieno, ergo formaggio piu’ chiaro e delicato). in mancanza si puo’ usare anche del grana. come sempre succede, queste ricette tramandate sono tutte “ad occhio”. nella ricetta d’assunta, che vive a 200 metri da lucia, il pan grattato e’ sostituito da biscotti secchi frantumati, ed il latte da grappa.”

Come si vede, ci sono riferimenti anche alla ricetta dell’Assunta, differenza principale l’uso di acqua o latte nell’impasto.

Entrambe però sono a pasta “cotta”, fatta versando sulla farina acqua o latte bollente.

E via.

 

zucchine allo scalogno

mangiate sotto olio alla cascina bonera (a sarnico dalla parte di adrara).

 

“3/4 scalogno

7 zucchine

2 bicchieri aceto bianco

2 bicchieri olio di semi

sale qb

100gr zucchero

basilico (estate) o alloro (inverno

 

olio e aceto in padella con sale, a bollore aggiungere scalogno tritato e zucchine a fette. al secondo bollore mettere basilico e zucchero. spegnere e dopo 2/3 minuti invasare”

the chronicles of comic sans and zoo kid

giusto poco fa, nelle nostre letture da cesso (il contenitore di riviste ai suoi piedi) è apparso il numero di rumore con tutti i top del 2013, che trasuda da ogni suo capoverso il fatto che king krule è l’artista dell’anno period.

io ne ero venuto a conoscenza non troppo tempo prima, quando il mio amico facebook paolo de francesco, probabilmente il più quotato cover artist italiano (forse per il fatto che io conosco solo lui) aveva postato un video di king krule, o meglio del suo vecchio alter ego, zoo kid, riscuotendo innumerevoli like.

a paolino facevo notare che la canzone di zoo kid da lui postata, l’unica che io abbia mai ascoltato, utilizzava in maniera smelensa una quantità di “spring reverb” di seicento volte superiore alla soglia umana della sopportabilità, portando come paragone, a lui grafico, il fatto che lo “spring reverb” sia l’equivalente del comic sans.

perché poi il comic sans è così odiato? non sono un grafico, ma posso immaginare: è il font che tutti quelli che per la prima volta hanno a che fare coi font usano. è il primo che noti la prima volta che apri un programma con i font, è il primo diverso, è il primo che usi. è stato usato troppo e male, sempre da persone incompetenti o alle primissime armi, in qualsiasi tipo di volantino, locandina, pagina web e così via. spalma un’allure di scarsa professionalità su tutto ciò che tocca. questo non perché sia un font malvagio in sé, ma per l’uso che nel corso degli anni ne è stato fatto; come spesso accade la regola è che purtroppo il linguaggio è figlio dell’uso e non viceversa.

così lo spring reverb. è un riverberino estremamente cheap che si trova nel retro degli ampli delle chitarre, anche i più scarsi. è fatto da un paio di molle (da cui il nome) che risuonano producendo una specie di lunga spalmatona metallica che in qualche modo ricorda un riverbero. è usato solo dai 16enni quando comprano il primo strumento, e lo mettono troppo e ovunque. sulle voci, sui bassi, sulle chitarre. nessuno producendo un disco lo vorrebbe nel proprio arsenale, perché un disco prodotto così sarebbe l’equivalente di quel volantino della pasticceria della val seriana con diciotto font, sette colori di sfondo, la tipa seminuda disegnata male e la coppa gelato ritagliata orridamente.

per questo king krule a me fa cagare, e difficilmente ne ascolterò altre canzoni. quello che però mi rattrista è come basti veramente poco per capire che un volantino fatto in comic sans sia malvagio, e moltissimi con un minimo di infarinatura se ne rendono conto. invece il centomiliardesimo ragazzino che fa canzoni del cazzo con spring reverb può piacere a tutta una redazione di gente che dovrebbe capirne.

 

tortellini

questa ricetta arriva direttamente da famiglia vampiri aka vampo, ed è stata personalmente da me eseguita nell’ultima quindicina d’anni con eccezionali risultati. dal momento che quando arriva natale non la trovo mai, la pubblico, perché è uno dei posti dove vengo come ultima risorsa alla ricerca di qualcosa. è copincollata direttamente dalla mail originale del vampo:
” ingredienti x 6 persone: Sfoglia: 6 uova; 6 etti farina; Ripieno: 2etti lombo di maiale; 1,5 etti mortadella; 1,5 etti prosciutto crudo; 1,5 etti di vitello; macinare il tutto (se non vuoi sbatterti certi macellai ti vendono già il macinato x i tortellini…ovviamente qui’ a Bologna 😉 sale; nome moscata; 2 pugni di parmigiano reggiano Trucchi: non mettere tutta la farina subito ma tenerne indietro un po’…perche’ se e’ troppo molle l’impasto aggiungi farina se e’ troppo duro non ci fai nulla. tiri la sfoglia…una volta che e’ tirata, ne tagli una striscia di 7-8 cm, il resto della sfoglia la copri con della plastica perche’ senno’ ti si secca subito e gli ultimi tortellini non li chiudi. dunque prendi la striscia e la dividi in quadratini su cui andrai ad appoggiare un dito del ripieno che hai fatto (se non te lo sei nel frattempo mangiato tutto!). chiudere il tortellino…li sai chiudere? no? se non li sai chiudere fai un bel piatto di lasagne o la polenta 😉 Buon appetito e tanti auguri!!! a te e alla tua family Ciao! p.s. fammi sapere poi come sono venuti…”

aggiungo che lombo e vitello io prima di macinarli li taglio a tocchetti e li rosolo velocemente in una noce di burro e un pizzico di sale.

inoltre, la questione uova – farina è questa: il rapporto classico è un uovo per 100gr di farina, però né le uova né la farina sono sempre uguali. è mooolto conveniente iniziare tenendosi indietro di farina, perché è piuttosto facile incorporare farina ad un impasto mollo, mentre nel caso venisse un impasto duro, non è impossibile recuperarlo aggiungendo acqua, ma è una lavorazione massacrante.

la zanzara

appena prima del disastro delle due torri, come spinto, decido di tornare in italia. dopo non così poco trovo finalmente un lavoro in uno studio a milano. lunghissime ore a produrre ed ascoltare musica – la differenza tra passione e professionismo. in macchina, sui preset della fiestina, riesco solo a mettere radio in cui chiacchierano. è lì che mi emerge radio 24, qualche post di quando questo blog beccava 200 visitatori unici al giorno ne parla.

cruciani viene spostato dalla sera, alla mattina, alla sera, complice il giro di direttori compresi di santalmassi.

cruciani rimane vicino secondo tra le stelle dei giornalisti della radio, barisoni è sempre il più abbacinante, peccato parli solo d’economia.

cruciani riesce con sottile affilatura a districare la difficile cronaca quotidiana commentata da un’orda di deliranti radioascoltatori cui è data facoltà di parola.

poi, dopo lunghissima pazienza, un paio d’anni fa esplode, e decide di trasformare la trasmissione in un carrozzone. la metamorfosi prende tutto questo tempo, e al momento pare aver raggiunto i suoi demenziali apici; ma si sa, al peggio non v’è mai limite. la zanzara diventa un coacervo di cazzate urlate a colpi di luoghi comuni, qualunquismi e benaltrismi. per me, ascoltatore di lunga data, un peccato che rattrista. oltre al danno la beffa: pare che gli ascolti s’impennino, sicché guardacaso di lì a poco il nostro viene invitato nei più beceri talk show a tema calcistico.

introducing estate 2012, il jolly pigliatutto lo gioca simone spetia (leggi, latinescamente, spezia). dopo gran giri ai radiogiornali, e uno status da twitstar, sostituisce, per la prima parte di ferie italiote, l’asso di spade barisoni. poi, quando ormai ho deciso di passare ad una radio che per le lunghe superstrade brianzole mi tenga compagnia con della classica, lo ritrovo anche al posto di cruciani.

dove, sempre alla zanzara, ricupera quella pacatezza d’informazione, quel gentile buon senso, quella timida sfrontatezza, che in qualche modo aveva caratterizzato il cruciani di 10 anni fa.
e allora questo cruciani lasciamolo in pasto ai cazzari del calcio, e, perdio, togliamo spetia da twitter, dove spopola ma caccia castronate, e facciamolo esplodere nella sua vena di ottimo giornalista.

 

 

*edit: spetia fa gentilmente notare via twitter che “È Maurizi, non io :) ”. io faccio il fonico, hanno entrambi basse voci raspate con accento centritaliano. ergo, per il povero sottoscritto, all’ascolto in macchina paiono essere la stessa persona… me ne scuso.

Hello world!

o meglio hello world…press!

 

questo è l’import di quello che fu per qualche anno il mio blog su splinder.

un saluto con lacrima alla vecchia piattaforma, un saluto con sbracciamento alla nuova piattaforma.